Pomposa-Codigoro-Tresigallo: CITTÀ RECONDITE

Viaggio fra la storia, l'arte, l'archiettura, la natura e l'enogastronomia del Basso Ferrarese.

Informazioni sull'esperienza

Durata circa 8 h
Lingue guida it
Voucher elettronici Utilizza il voucher dallo smartphone

Descrizione completa

PROGRAMMA:
  • Ore 9.00: Incontro presso l'ufficio IAT Abbazia di Pomposa
  • Ore 9.30: Visita guidata all'Abbazia di Pomposa
  • Ore 11.00: Passeggiata culturale ai bunker di Pomposa con degustazione di vini del Bosco Eliceo e prodotti contadini offerti dalla cantina Corte Madonnina, erede dei vitigni pomposiani e custode dell'Uva d'Oro di Renata di Francia
  • Ore 12.15: Visita guidata all'Oasi naturalistica della Garzaia di Codigoro WWF, ove ci si addentrerà in parte nell'ex zuccherificio Eridania e sue pertinenze, fra i ruderi delle ex fabbriche automobilistiche Andreoli e figli e si affronterà un percorso panoramico al canale collettore dell'idrovoro ottocentesco della bonifica.
  • Ore 13.30: Pranzo servito all'interno del boschetto dell'Oasi della Garzaia a cura dello chef specializzato in prodotti del territorio Giada Benasciutti              
  • Ore 15.30: Visita guidata a Tresigallo la Città Metafisica e ai suoi monumenti di architettura razionalista, accompagnati da una guida professionista formata dall'associazione culturale Torri di Marmo.
  • Ore 17.30: Brindisi di saluto in Piazza della Repubblica a Tresigallo a cura del caratteristico e storico Bar Da Carles, che servirà una degustazione di prodotti tipici ferraresi quali la focaccia e la brazadela.
  • Ore 18.00: Per chi lo desidera, sarà possibile partecipare l'inaugurazione delle Giornate Metafisiche a Tresigallo ed alle relative mostre sul territorio e la sua storia.
La quota comprende:
  • 3 guide professioniste per l'Abbazia di Pomposa e percorso bunker (con dispositivo acustivo personalizzato), per l'Oasi naturalistica Garzaia e per Tresigallo la Città metafisica
  • Biglietto d'ingresso all'Abbazia di Pomposa e all'Oasi naturalistica Garzaia
  • Degustazioni a Corte Madonnina con passeggiata culturale alla scoperta dei bunker che insitano nell'azienda agricola e Bar Carles
  • Pranzo all'Oasi Garzaia
  • Tourist envelope con brochure, mappe stradali e guide di tutti gli itinerari compresi nel percorso, con piccolo omaggio dedicato a ricordo dell'esperienza
La quota non comprende:
  • Trasporto da una location all'altra, che saranno raggiunte con mezzi propri in autonomia
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”

ORGANIZZAZIONE TECNICA A CURA DI ABBONDANTI VIAGGI - CODIGORO (FE).
 

L'itinerario nel dettaglio: Pomposa-Codigoro-Tresigallo


POMPOSA ED I SUOI BUNKER

Il primo documento che attesta l'esistenza del Monastero Pomposiano e della Chiesa di Santa Maria, è una lettera di Papa Giovanni VIII, all'imperatore Ludovico il Pio dell'anno 874, dove si rivendicava la giurisdizione sul monastero contro le pretese della Chiesa di Ravenna.
Nei secoli si alternarono anni di fulgido splendore (anche grazie ad aggiunte costruttive di architettura bizantina e romanica), grazie all'Abate Santo Guido, simbolo pomposiano di altezza spirituale e fermezza di fede; e secoli di decadimento (anche strutturale ed architettonico) dovuto ad esondazioni dei rami del Po e crisi delle vocazioni.
Nel 1653 Papa Innocenzio X soppresse il monastero, che sarà acquistato nel 1802 dalla Famiglia ravennate dei Conti Guiccioli, che ne farà una vasta azienda agricola.
In questi anni diventa evidente il decadimento del Plesso Pomposiano: il Palazzo della Ragione diviene ricovero per attrezzi agricoli e stalla, il Refettorio è quasi del tutto privo del tetto ed utilizzato come cortile.
Solo nel 1920, a seguito dell'acquisto di Pomposa da parte della Soprintendenza per i beni Ambientali ed Architettonici, si procederà ad una lunga ed elaborata opera di restauro degli ambienti, che hanno portato Pomposa allo stato attuale.
Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, l'Abbazia di Pomposa divenne avamposto Nazista e i suoi confini divennero “succursale” della più nota “Linea Gotica” di difesa aerea e terrestre.
Il timore di uno sbarco Alleato a nord della Linea Gotica, spinse le forze armate tedesche a costituire la Linea Galla Placidia: un sistema costiero di bunker e strutture difensive che si estendeva per 130 km da Pesaro fino alla foce del Po.
A conferma di ciò sono presenti a Pomposa alcuni manufatti di cemento armato, posti in vicinanza l'Abbazia, che saranno oggetto della visita guidata, anche in accordo con la Cantina “Corte Madonnina” che ha dato assenso a visitare quelli sulla sua proprietà.
Uno dei luoghi più suggestivi del Ferrarese, l'Abbazia di Pomposa, viene dunque “attrezzato” con i bunker. Proprio in questa zona, si intravede, al di là della nuova strada Romea, una delle postazioni più potenti dello sbarramento, pronta a fermare frontalmente le provenienze da Pomposa.
L’abbazia era anche stata circondata da cariche esplosive posizionate dai tedeschi in fuga nei giorni precedenti la liberazione di Codigoro (22 aprile 1945).
Nottetempo, il parroco don Vincenzo Turri scollega i cavi elettrici, evitando così probabili danni all’antico e prezioso complesso monastico.

CODIGORO


Codigoro, idealmente si pone come “Città gemella” di Tresigallo nella sua architettura Razionalista, ma è la scelta di visitarne la sua parte “Nascosta” che dà senso al titolo della Guida: “Recondito”, nascosto ma vivo e pulsante.
Esempio unico di riqualificazione urbana naturale, l'Oasi della Garzaia, conosciuta anche come “Città degli Aironi” è una delle oasi naturalistiche più grandi d'Italia.
La storia di questo luogo è molto complessa: nel 1883 Francesco Cirio acquistò dalla Società Bonifiche Ferraresi alcuni terreni torbosi nei pressi di Codigoro e l’anno successivo costituì la società che prese il suo nome. Nel 1885 un’epidemia di colera scoppiata nella zona condizionò profondamente il piano di sviluppo della Società Anonima Agricola Cirio che ritenne di ricorrere alla costruzione di uno zuccherificio per reagire alla crisi che si profilava. Nel 1899 un gruppo di imprenditori liguri cui si aggiungeva il rappresentante ferrarese della ditta Pacifico Cavalieri, sottoscriveva a Genova l’atto di registrazione della Eridania Zuccherifici Nazionali. La nuova società acquistò immediatamente il terreno in località Lamberta di proprietà di Francesco Cirio, su cui era in avanzata fase di realizzazione lo zuccherificio. Il perimetro era delimitato dalla strada provinciale, dal Po di Volano, dal canale della bonifica e dalla proprietà agricola gestita dalla Società La Codigoro che per contratto avrebbe coltivato centinaia di ettari di terreno vendendo le barbabietole allo stabilimento. Tale contratto fu stipulato da Giovanni Battista Negrotto, socio fondatore dell’Eridania Zuccherifici Nazionali ed amministratore della Società La Codigoro. Nello stesso anno lo stabilimento entrò in funzione, affrontando un avvio difficoltoso, determinato probabilmente dall’inesperienza dei lavoratori, dalle polemiche con La Codigoro e con alcuni tecnici tedeschi che avevano installato gli impianti. La produzione rimase in perdita sino al 1903 e gli scioperi del 1909 costrinsero lo stabilimento ad una chiusura temporanea. Tuttavia il ciclo riprese con vigore e nel 1911 raggiunse una produttività tale che, due anni dopo, la società proprietaria decise di fermare l’impianto dato l’eccesso di produzione. Uno dei depositi dello zuccherificio venne danneggiato durante il primo conflitto mondiale ma l’impianto proseguì la propria attività sino al secondo conflitto, dal quale uscì incolume, riprendendo la produzione nel 1946. Lo stabilimento ha definitivamente interrotto la propria attività nel 1975 e, dopo un lungo periodo di abbandono, parziale recupero del complesso, si è installata L'Oasi Naturalistica della Garzaia WWF; si tratta di un'area di circa 8 ettari, divenuta, dopo il disuso dello zuccherificio, un vero e proprio boschetto di Robinie, Pioppi, Sambuchi e Pruni e dove si sono insediate indisturbate varie specie di Ardeidi: Garzette, Nitticore, Aironi Cenerini e Aironi Bianchi Maggiori. La presenza dei Sambuchi e quattro vasche di decantazione dell'ex zuccherificio, sono l'habitat ideale per l'insediamento degli uccelli e la loro sopravvivenza. Grazie ad una torretta di avvistamento e una webcam, è possibile studiare, osservare e monitorare gli animali, senza recare loro disturbo. All'interno dell'Aula Didattica i visitatori possono seguire, proiettati su maxischermo, tutti i momenti della vita degli uccelli, dal corteggiamento alla nidificazione, in modo ecosostenibile ed indipendentemente dal periodo in cui visitano la Garzaia.
All'interno del complesso sono ancora presenti edifici di servizio facenti parte del complesso Eridania, quali magazzini, la mensa degli operai e l'officina meccanica, nonché uno dei muri perimetrali delle "Officine Meccaniche Achille Andreoli & Figli", anno di nascita a Codigoro 1912, seconda fabbrica in Italia di automobili e fiore all'occhiello dell'industria Ferrarese.
Questo fa sì che il luogo si distingua, come uno degli unici riferimenti in Italia di riqualificazione territoriale “naturale”.
Dove architetti, ingegneri ed umano intelletto, si sono dovuti piegare alla dolce fermezza della Natura stessa, che a poco a poco si è ripresa i propri spazi, depredati e violentati dagli anni dello sviluppo industriale ed economico.
Spazi in abbandono, divenuti culla e casa di una flora ed una fauna in cerca di riparo dal fracasso e dalla confusione dei centri urbani, un nuovo modo di concepire il “recupero del territorio” in armonia fra uomo ed elementi naturali.


TRESIGALLO LA CITTÀ METAFISICA

Addormentata nella pianura Padana, a metà strada tra Ferrara e il Mare Adriatico c’è una cittadina molto particolare.
Non si vedono molte persone in giro ed è sorprendente rendersi conto che questo luogo avrebbe dovuto ospitare 12.000 abitanti nelle intenzioni del suo fautore.
Sì perché Tresigallo nasce dalla volontà di Edmondo Rossoni che qui nacque nel 1884 e da qui partì per divenire Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste dal 1935 al 1939.
Antonio Pennacchi ha stimato che durante il Fascismo furono fondate dal Regime almeno 147 nuove città; tra tutte queste città sicuramente Tresigallo è quantomeno una delle più singolari.
Prima di tutto perché fu fondata al di sopra di un vecchio borgo preesistente, quindi si può parlare di ri-fondazione più che di fondazione.
In secondo luogo il progetto prese forma all'insaputa del Regime: certo non si può tenere nascosta l’edificazione di una intera compagine urbana fatta di case, servizi pubblici, negozi e fabbriche.
Se ne possono però secretare gli scopi ultimi per cui tutto questo viene realizzato, come testimoniano i rapporti dell’OVRA (la polizia politica del Fascismo) che Mussolini aveva inviato in loco affinché si indagasse su quanto si stava costruendo. 
La visione di Rossoni prevedeva una rivoluzione nella società e nell'economia italiana di cui la nuova Tresigallo era il primo esempio in scala reale e totalmente funzionante da presentare al Regime.
Un luogo utopico dove realizzare la Città Corporativa che fosse incarnazione della concezione del lavoro che il Ministro aveva. Per realizzarla si valse dell'opera di suoi amici d'infanzia così da evitare fughe indesiderate di notizie.
Maestranze da diverse parti d’Italia furono convogliate in Emilia per costruire il sogno del Ministro; fra questi anche giovani e promettenti nomi della scena professionale e artistica italiana: Giorgio Baroni, Enzo Nenci e Pietro Porcinai.
Tresigallo doveva essere un modello replicabile in tutte le zone d’Italia in cui vi fosse grande presenza di popolazione inoccupata e scarsamente formata, ma grandi risorse agricole che potessero essere trasformate, negli stabilimenti di nuovo impianto, in prodotti lavorati e semilavorati che andassero a sostenere l’economia autarchica promossa dal Regime.
Nello specifico a Tresigallo la gran parte della produzione ruotava attorno alla canapa e alla sua trasformazione, soprattutto nel comparto del tessile, per fornire ai cotonifici e ad altri stabilimenti che lavoravano un prodotto finito qualcosa con cui sostituire le materie prime o semilavorate che non potevano più essere acquistate all’estero.
Il progetto prese corpo in 6 anni realizzando edifici di rilevanza come una colonia post sanatoriale di 8.000 metri quadri e uno stabilimento per la produzione della cellulosa, quinto per dimensioni in Europa.
La popolazione crebbe fino a sfiorare i numeri di progetto. Poi scoppiò la guerra e tutto il mondo trattenne il fiato. Dopo la guerra ci fu il boom economico italiano e poi le fabbriche cominciarono a chiudere una ad una. 
Oggi cosa rimane quindi di questa città voluta da un uomo che si spese così tanto per il mondo del lavoro anche se poi così sconsiderato da firmare le leggi razziali? 
Rimane una compagine urbana con un numero impressionante di edifici ancora esistenti, un luogo dalla realtà sospesa nel quale si può vivere l’esperienza di camminare all’interno di un quadro di Giorgio de Chirico.
All’epoca tutte gli edifici furono realizzati con lo stile che era all’avanguardia in tutta Europa: il Razionalismo, definito anche dagli esperti di settore come “Metafisica Costruita”. 

 

Preparati per l'esperienza

Dove ci si incontra

Via Pomposa Centro, 1, Pomposa di Codigoro (FE)
Ritrovo presso l'ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica dell'Abbazia di Pomposa alle ore 9.00.
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Informazioni da ricordare

GREEN PASS OBBLIGATORIO DAI 12 ANNI con documento di identità in corso di validità. Evento gratuito per bambini da 0 a 6 anni (da comunicare in anticipo telefonicamente). Il biglietto non è rimborsabile ed è valido solo per la data scelta. Il rimborso è possibile solo in caso di mancata attivazione del servizio da parte di Pro Loco Codigoro.